Citation (Romanista16 @ Nov 8 2011, 19:53)

est-ce que Heinze était blessé face à Novara
Nan il me semble pas, il était sur le banc, donc soit choix de LE soit il n'était pas au mieux
IL CORRIERE DELLO SPORT. Bianchi: “Io, Roma, Totti. Vi racconto tutto”
Una sintesi dell'articolo de 'Il Corriere dello Sport': Carlos Bianchi torna a parlare della sua breve esperienza da tecnico giallorosso: "Il caso Totti? Solo io conosco la verità... RASSEGNA STAMPA – Nell’edizione odierna, ‘Il Corriere dello Sport’, propone un’intervista rilasciata da Carlos Bianchi. L’ex tecnico argentino della Roma si racconta, facendo un salto nel passato. Qualche giorno fa si era visto a Trigoria, ma lui assicura che era venuto solo per godersi un pò di riposo e a salutare alcuni connazionali. In questi quattordici anni lontano dalla Capitale, l’ex tecnico giallorosso (mai amato dalla tifoseria) ha vinto tre Coppe Intercontinentali con due club diversi (Velez e Boca, due a spese del Milan). Bianchi non è mai tornato a parlare della sua deludente esperienza romana. Ecco alcuni passaggi dell’intervista:IL RITORNO A ROMA - «Ci torno sempre volentieri. E’ successo già tre volte dopo l’esperienza sulla panchina giallorossa. Sono stato qui una settimana. Ho incontrato gli amici e sono stato a vedere gli allenamenti di Luis Enrique. Una buona occasione per veder lavorare qualcuno che ha idee diverse da quelle che si applicano solitamente nel calcio italiano».
IL GIUDIZIO SU LUIS ENRIQUE - «Buona impressione. Come persona è molto disponibile, semplice. E ha idee molto chiare, questo è importante per un allenatore, soprattutto per un allenatore straniero che viene a lavorare in Italia. Il tecnico spagnolo mi piace, ha un buon rapporto con tutti i giocatori. Merita di avere fiducia»
RIGUARDO IL CALCIO OFFENSIVO DI LUIS ENRIQUE – «Non spetta a me giudicare».
I RICORDI DELL’ESPERIENZA ROMANA - «Conservo un buon ricordo, non serbo rancore. La mia carriera non si è fermata a Roma, ho continuato a vincere. Ma mi piace ricordare che quando sono stato esonerato, la Roma era settima in classifica. Dopo di me ha finito il campionato sfiorando la retrocessione in serie B».
SULLA NUOVA REALTA’ – «Della società attuale non posso parlare perchè non la conosco. Ai miei tempi la società era instabile, i dirigenti non avevano idee chiare».
RIGUARDO I SUOI RAPPORTI CON TOTTI – Si dice che lei avesse sottovalutato il talento di Totti, spingendolo ad andare in prestito alla Samp… «Io conosco la verità su questa storia. Sono state dette tante cose non vere, mi hanno messo in bocca parole che non ho mai detto. Posso solo dire che la verità la conoscevamo io e il presidente Sensi, che oggi non c’è più. Tornare su questo argomento non conta. Ho giocato prima di lui e gli ho dato consigli, a lui come ad altri. Anche i più banali, come quello di mettere i parastinchi anche dietro alla gamba. Quando i difensori entrano duro fanno male anche lì…Non seguo molto il calcio italiano. Per come lo ricordo è un buon giocatore, uno dei più forti che ho allenato. Con lui metto Riquelme e qualche altro».
BIANCHI STILA LA CLASSIFICA – In Italia quali sono le favorite per lo scudetto?
“La Juventus mi ha fatto una buona impressione e anche la Lazio è una squadra forte. Ma penso che tutto dipenda dal Milan, fino a dove arriverà in Champions e quante energie sprecherà in Europa. Dipende dalla sfida con il Barcellona e a quella successiva in campionato. L’Inter non credo che possa tornare nel giro scudetto e non vedo il Napoli forte come lo scorso anno, forse è condizionato dall’impegno in Champions».
RIGUARDO GLI ARGENTINI DELLA ROMA - «Burdisso è un leader, ha una grinta incredibile. Era così anche da ragazzino. Lo feci esordire a diciassette anni in Coppa Intercontinentale. Ha voglia di vincere sempre, lui non accetta mai la sconfitta. E’ un grande professionista, vive per il calcio, è esigente con se stesso prima ancora che con i suoi compagni. Non riesce a comprendere se un compagno non fa la sua stessa vita. Nel Boca ho avuto anche Gago, ma era troppo giovane. Lo facevo giocare tra le riserve. Lamela è un giovane molto interessante. Arrivare nel campionato italiano non è facile. In Argentina i ragazzi arrivano subito in prima squadra, in Italia non è così. Il consiglio che posso dargli è di essere professionista e che sia umile per poter imparare».