Lo so, sarebbe più facile partecipare al derby pro o contro Mutu, ai sondaggi che impazzano a Firenze. Lo so, sarebbe più popolare e “trendy” snocciolare un po’ di nomi per Corvino e per i tifosi. E invece il caso Mutu è più interessante e probante di quel che si pensi in superficie. In ballo c’è l’identità della Fiorentina e della sua proprietà. Vediamo perché, dopo aver ricordato che in gennaio, quando si affacciò per la prima volta il nome di Jovetic che è probabilmente il talento che si dice (bravi a prenderlo, dunque), scrissi che un simile acquisto faceva pensare (per il talento, l’età e il ruolo) al successore di Mutu: che abbiano intenzione di venderlo, mi domandavo facendo due più due?
E oggi siamo nella bagarre. Sgombriamo il terreno dagli equivoci. E’ vero e banale ahinoi che ormai tutti si vendono, non esistono più le bandiere, gli ideali, i sentimenti ecc., nel calcio come nel resto. E’ anche vero che tutti ci provano, dico a tirar su più soldi se hanno un mercato. Questo era vero anche un mese fa, mentre si tremava per la Champions. Nulla di sorprendente,dunque.Ed è anche vero che con lo stesso criterio di Mutu oggi/domani potrebbe partire Frey oppure Montolivo o lo stesso Prandelli, perché allettati da offerte migliori. Quindi il discorso, anche secondo i desiderata del club e della stragrande maggioranza dei media che lo circondano, potrebbe finire qui: ciao ciao Mutu, prendiamo Rossi o Podolski o Afellay.
E invece proprio da qui il discorso dovrebbe cominciare: quale è il progetto dei Della Valle bros. a Firenze, quello dell’Udinese di Pozzo di oggi oppure quello di tre lustri fa della Sampdoria di Lolli Ghetti di cui parlavo qui giorni fa che con Mancini e Vialli vinse uno scudetto?
Vedete, si può far tutto a condizione di rispettare il tifoso, la realtà, la verità. Se la società ci dice: ragazzi, dobbiamo tener conto del budget e di tutti i risvolti economico-materiali di una piazza così,per cui cerchiamo di crescere facendo cassa, e abbiamo un eccellente negoziatore come il ds Corvino preposto a farlo, quindi siamo un’ Udinese un po’ più nobile, beh, io abbozzo e apprezzo la sincerità, e approvo che si ringiovanisca la squadra profittando della “cassa” dei talenti in maggior spolvero come Toni ieri o Mutu oggi. L’accenno al tetto-ingaggi è palesemente uno specchietto per le allodole: il discorso non può non essere complessivo. Se ti capita un asso a costo zero per avventura, non lo prendi per il tetto-ingaggi? Quando si vuole si può. Se invece l’ipotesi è quella sampdoriana di uno scudetto a vincere, beh, in qualche modo Mutu si tiene: se quella Samp avesse venduto Vialli o Mancini o entrambi, non staremmo qui a parlarne. Non solo. Se si vuol essere l’Udinese, è ovvio che come si è preso Jovetic per tempo così doveva essere per l’erede di Mutu, di cui si sta parlando in questi giorni facendo ovviamente gonfiare le cifre a dismisura, non esattamente un segno di lungimiranza negoziale. Mi spiego: vuoi vendere Mutu modello Udinese(anche perché dei milioni-Chelsea si sapeva naturalmente da un pezzo…)? Allora due mesi fa avevi già preso Rossi o Podolski pagandoli di certo meno. E Mutu comunque l’avresti venduto bene. Vuoi tenerlo modello Samp di allora? Lo blindi - avendo lui già un contratto lungo - con logiche imprenditoriali care a Della Valle e al suo impero. Quello che non puoi fare è avere il Mutu pieno e il tifoso ubriaco. Quello no, non è carino…A proposito, per non nascondermi io terrei in qualunque modo Mutu almeno un altro anno. Poi si vedrà…