Stasera trova spazio il talento, finora sacrificato: «Convincerò Ranieri»
«Tridente, mon amour»
Palladino: «Il nuovo sistema mi entusiasma, giocavo così nella Salernitana»
TORINO. Benedetto tridente. Un po? perché gli apre più spazi, un po? perché Palladino
lo conosce bene. Anzi ne è proprio un appassionato tifoso: « Ho giocato una delle mie migliori stagioni con quel modulo, nella Salernitana di
Gregucci. Mi trovo bene, so come muovermi e penso di riuscire a far valere molto bene le mie caratteristiche. Posso giocare come attaccante esterno, oppure partire da dietro le punte nella posizione di trequartista. E? forse il modo migliore per valorizzare il mio eclettismo » . Trentanove presenze e quindici gol sono una solida base statistica per le riflessioni dell?attaccante juventino che proprio in quella stagione rivelò definitivamente il suo talento, conquistando spazio nella Nazionale Under 21.
Tre anni dopo, con un campionato di B alle spalle, servito a conquistare i cuori dei tifosi bianconeri e i gradi di grande promessa juventina, Palladino si ritrova alle prese con il sistema a tre punte ( per quanto quello in cui si esprimerà questa sera sarà un po? spurio, con il centrocampista
Tiago nella posizione di trequartista). Forse un segno del destino.
Contro la Reggina partirà per la prima volta dall?inizio, dopo aver vissuto uno scampolo di partita a Parma in Coppa Italia e in campionato contro la Roma: « Una magnifica gara, alla quale sono stato orgoglioso di partecipare nel finale. Ho cercato di dare profondità alla squadra e di contenere la fase offensiva della Roma sulla fascia come mi aveva chiesto Ranieri. Ma quello che mi è piaciuto più di qualsiasi cosa è stato lo spirito della squadra: la rabbia che è riuscita a mettere in campo, equilibrando le sorti di una partita difficilissima. E? proprio vero che non molliamo mai e prestazioni come quella aiutano il gruppo a credere molto di più nei suoi mezzi » .
L?entusiasmo dell?impresa romana ha contagiato Palladino, che nella prima parte della stagione ha dovuto reprimere tutte le sue energie su una panchina quanto mai scomoda, dopo le speranze estive legate a un utilizzo maggiore. Senza troppi giri di parole, il Palla credeva che la cessione di Zalayeta e il numero degli attaccanti ristretto a quattro sarebbe stato il suo definitivo trampolino di lancio. E invece si è trovato intrappolato fra l?implacabile vena realizzativa di
Trezeguet, l?ascesa irresistibile di Iaquinta e il carisma totemico di Del Piero, con il rischio di scomparire nella selva degli ? a disposizione? sui tabellini bianconeri. Un peccato per chi a ventitré anni avrebbe voglia di spaccare il mondo per mostrare le sue qualità. Un peccato perfino per il ct Donadoni che sospira davanti alle poche presenze dell?attaccante bianconero, avendolo comunque annotato sul suo taccuino come un potenziale azzurrabile. Lui, d?altronde, avrà 26 anni nell?anno dei Mondiali sudafricani: come dire, nel pieno della maturità.
Raffaele sorride e spiega: « Mi piacerebbe avere più spazio, è logico. Ma mi rendo anche conto di giocare nella Juve e ormai ho imparato la lezione: farmi trovare sempre pronto e riuscire a conquistarmi le maglie da titolare con le mie prestazioni » . Dopo i venti minuti giocati contro la Roma, era già felice: « Ora spero di giocare contro la Reggina, poi si vedrà. Voglio convincere Ranieri, metterlo in difficoltà con le sue scelte » .
E? un bel rapporto quello che sta nascendo fra il tecnico romano e il talento napoletano. Diretto, sincero, al limite brutale, ma importantissimo per la crescita del ragazzo. I frequentatori degli allenamenti di Vinovo si sono abituati a sentire le grida con cui Ranieri stimola i suoi e i consigli che gli regala durante le sedute. E il tecnico lavora spesso e volentieri per tirare fuori tutte le qualità di Palladino. D?altronde, sa perfettamente che se in questo momento Iaquinta, Trezeguet e Del Piero rappresentano il tridente con cui infilzare i sogni del popolo bianconero, nel corso della stagione serviranno certamente le magie di Aladino. I
Fantastici dei fumetti, d?altra parte, non erano mica quattro?
dai palla saisi ta chance