Giuseppe d?Onofrio, perché un libro su questa sua esperienza di perito al processo Juve?
«Perché è stata un?esperienza intensa, importante e mi sembrava giusto lasciare una traccia al di fuori delle carte processuali, un riferimento a tutti i ragazzi che si avvicinano allo sport».
Che cosa ha significato per lei essere il perito super partes in un processo così importante?
«Io, semplicemente, avevo certe competenze e le ho messe al servizio di una causa importante. Nella mia vita ho sempre lavorato alle analisi sui globuli rossi. Certo, mi sono reso anche reso conto di come contino certe forme di potere».
Spesso il suo lavoro è stato denigrato...
«Sì, ma
la cosa più brutta è stata non poter controbattere su aspetti tecnico-scientifici, ma essere attaccato senza ragioni. Mi hanno chiamato ultrà romanista, si sono accaniti contro di me. Quella dell?attacco a 360 gradi è stata comunque la linea che la difesa bianconera ha utilizzato un po? con tutti»Nel finale del suo libro lei ribadisce che
l?uso di epo della Juve è praticamente certo...«Sì, perché buon sangue non mente. E? la mia frase finale che ha dato anche il titolo al libro. L?emoglobina dice sempre la verità, poi i giudici possono interpretare i dati come vogliono, ma la mia perizia resta».
Che idea le è rimasta del mondo del calcio?
«Mi sono reso conto che la sudditanza psicologica non esiste solo a livello degli arbitri, ma anche nei mezzi di comunicazione. E poi ho capito sulla mia pelle come funzionano certe cose: la Figc doveva chiamarmi come consulente della commissione antidoping e non lo ha fatto più. Ha scelto un mio collega e si è dimenticata pure di avvertirmi. Il calcio è la metafora della vita, non sono tutti buoni».
Aveva ragione Zeman con le sue denunce nel 1998?
«E? stato lui a dare il via a tutto, è stato lui a sollevare il problema. E alla fine i fatti gli hanno dato davvero ragione».I giocatori che hanno preso Epo ne risentiranno sulla loro salute?
«Possono esserci effetti collaterali come ipertensione e rischio di trombosi».
mais bon ça doit être un mito