Lundi rendez-vous Capello-Tronchetti à Milan. Soit Fabio à des problèmes avec les pneus de sa bagnole soit c'est pour discuter d'un éventuel transgert.
Citation (http://www.datasport.it/leggi.aspx?id=3667341)
Calcio: Serie A: Inter
Inter: Capello atteso a Milano lunedi`
21/04/2006 13.42.19
(DS) - Milano, 21 aprile - Fabio Capello lunedi` incontrera` Marco Tronchetti Provera. Questa voce gira a Milano negli ambienti calcistici da qualche ora. Pare infatti che il tecnico della Juventus voglia incontrare l`azionista dell`Inter per discutere di un suo possibile approdo sulla panchina nerazzurra nel caso decida a fine stagione di lasciare Torino.
Non ci sara` Massimo Moratti in quanto il patron dell`Inter vuole aspettare di decidere il futuro di Roberto Mancini prima di incontrare un altro tecnico. Nel frattempo Tronchetti Provera ha zittito le voci che lo davano prossimo numero uno dell`Inter. Il presidente di Pirelli rispondendo ad un azionista che gli chiedeva di restare lointano dall`Inter ha detto: `Non ho nessuna intenzione di rilevare l`Inter, non l`ho mai pensato`.
(S. De Rossi, DTS)
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Les Brésiliens à l'Inter

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Calcio: Curiosità: Generico
Inter-Brasile, un rapporto sempre difficile?
20/04/2006 13.59.53
(Ronaldo e Adriano, così diversi, così uguali...)
(DS) - Milano, 20 aprile - L?Inter e il Brasile, un rapporto difficile. La situazione creatasi con Adriano e` solo l?ultima di una lunga serie. Sia ben chiaro, il Brasile ha anche regalato tante soddisfazioni ai tifosi nerazzurri, ma da una nazione talmente ricca di talento e fuoriclasse una squadra di tradizione come quella nerazzurra avrebbe forse lecitamente potuto attendersi di piu`.
Nel corso della sua storia la squadra interista ha visto 16 giocatori brasiliani vestire la sua maglia (sono ben 34 gli argentini).
Il primo ?nerazzurro venuto dal Brasile? e` Achille Gama, che gioco` proprio agli esordi della storia interista, fra il 1909 e il 1914, totalizzando un record discreto di 46 partite di campionato e 19 reti.
Per molto tempo il ?brasiliano? non sara` di moda, fino a un breve ritorno di fiamma negli anni ?60: Vinicio arriva in nerazzurro con il titolo di capocannoniere conquistato l?anno prima a Vicenza. All?Inter pero` sara` un fallimento: un solo gol in 9 partite, coppe comprese. Primo segnale di un rapporto difficile.
A far dimenticare l?esperienza Vinicio ci pensa pero` l?unico brasiliano che veramente abbia dato all?Inter quanto da questa squadra abbia ricevuto: Jair Da Costa, meglio solo Jair, che con i nerazzurri gioca 260 partite fra campionato e coppe, realizzando 69 reti e legando il proprio nome alla grande Inter di Angelo Moratti, che vinse, fra l?altro, due scudetti e due Coppe dei Campioni.
Jair dunque, e poi un altro lungo periodo con poca fortuna per i brasiliani in nerazzurro: ne sa qualcosa il piccolo scattante Juary, arrivato all?Inter da Avellino. Per lui, dopo ogni gol, un famoso giro della bandierina. Ad Avellino ne fece tanti, a Milano appena 4 in un anno, quante sono le bandierine dei calci d?angolo. Angolo dove fu presto accantonato, per poi resuscitare e andare a vincere la Coppa dei Campioni con il Porto. Cominciava un?altra maledizione: quella dei giocatori che ?rinascevano? lontano daForo Bonaparte.
Arrivano gli anni ?90, e con questi la nuova ?mania sudamericana? della societa` nerazzurra. E? vero, arriva Ronaldo, uno dei piu` grandi fuoriclasse che abbiano vestito la maglia dell?Inter: ma il ricordo delle sue 59 reti nelle ?100 partite 100? giocate a Milano rimane annacquato dalle polemiche scatenate dalla sua vera e propria ?fuga? verso il Real Madrid dei ?galacticos?. E un rendimento che, dai 25 gol del primo anno, scende a causa infortuni fino ai 7 (in 10 partite) dell?ultima stagione. E di Ronaldo Adriano eredita il ruolo, l?immagine, ma anche la classica nostalgia, i dubbi, le polemiche, le fughe, la tristezza e la sensazione di non essere al posto giusto.
Un capitolo a parte merita Roberto Carlos: per lui una stagione eccezionale all?Inter, quella del 1995/96. Infatti venne subito ceduto al Real Madrid, dove poi vinse (ovviamente) la Coppa dei Campioni. Proprio come aveva fatto Juary prima di lui.
E questo per parlare solo dei ?piu` grandi? brasiliani che abbiano militato con la maglia interista. Tacciamo, per pudore, le ?gesta? dei vari Caio, Gilberto, Luciano, Pinto Fraga e Vampeta. In cinque riescono a totalizzare, nell?ultimo decennio, 27 presenze e una rete, coppe comprese. Juary, sempre lui utilizzato a paradigma, aveva fatto meglio, da solo. Menzione per Ze? Elias, che comunque la pagnotta se l?e` sudata in due stagioni (1997/99) con 53 presenze e 4 reti, peraltro senza entusiasmare.
E arriviamo ai giorni nostri, dove il contingente brasiliano all?Inter diventa di quattro elementi: il portiere Julio Cesar, che si alterna il posto di titolare con Toldo, il difensore Ze? Maria, sostanzialmente una riserva, il centrocampista Cesar, forse acquistato per fare sentire meno solo Adriano in un mare argentino, e infine Adriano, appunto. Che all?Inter, secondo alcune fonti, non ci vorrebbe piu` stare. Il cerchio si chiude, nella maniera piu` storta possibile. E forse, a questo punto, sarebbe anche il caso di chiudere il dossier dei ?ragazzi venuti dal Brasile?.
I brasiliani che hanno vestito la maglia dell`Inter:
Adriano - 104 59
Caio - 8 0
Cesar - 9 0
Gama - 46 19
Gilberto - 3 0
Jair - 260 69
Juary - 36 4
Julio Cesar - 35 0
Luciano - 7 0
Pinto Fraga - 1 0
Roberto Carlos - 34 7
Ronaldo - 100 59
Vampeta - 8 1
Vinicio - 9 1
Ze` Elias - 53 4
Ze` Maria - 49 1
NB: a fianco del giocatore il numero di partite e di gol realizzati in maglia nerazzurra fra campionato e coppe.
(M. Bordignon, DTS)
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Heureusement qu'on a eu Jair...
Sports.it fait le point sur le conflit Veron-Adriano en revenant à l'origine de leur conflit qui est certainement le moment où Veron a critiqué Adriano qui avait manqué son avion pour rentrer du Brésil à temps.
Putain résumé comme ça on dirait un épisode de Santa Barbara ou pire : une fiction méxicaine.
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Adri-Veron, c'eramo tanto odiati
21 04 2006
Veron e Adriano, ammettono, non si parlano mai
Veron e Adriano, ammettono, non si parlano mai Grazia Neri
L'uno argentino esperto, spigoloso e carismatico, l'altro brasiliano giovane, cordiale e in ascesa; l'uno "cocco" del mister, l'altro l'eterno conflitto. Sono sempre stati molto diversi Juan Sebastian Veron e Adriano, oggi dichiarati nemici dello spogliatoio nerazzurro.
Adriano, nella bruciante intervista al sito brasiliano 'UOL Esporte', ha ammesso di non avere rapporti con Veron con cui è venuto alle mani nello spogliatoio del Madrigal, dopo la sconfitta contro il Villareal: "Non parlo con Veron, ma per il resto sto bene con tutti". - aveva detto Adriano.
Secondo quanto riportato da "una spia all'interno dello spogliatoio" (come disse Mancini), nell'intervallo ed alla fine della partita persa contro il Villareal alcuni giocatori dell'Inter (Veron in primis) avrebbero ripreso duramente Adriano, reo di non aiutare in fase di copertura i compagni. Si sfiorò la rissa.
"È chiaro che in tutti i lavori esiste una persona con la quale non si va d'accordo, mi sembra giusto perché non tutti possono esserti simpatici - ha chiarito poi Adriano nel giorno successivo alla sua esternazione a Uor Esporte - non ho tanti problemi con lui, noi due non ci parliamo tanto".
La scazzottata del Madrigal però è stata soltanto una fase dell'odio che separa Veron da Adriano. Un altro episodio ad alta tensione si ebbe in autunno, all'indomani della trasferta in Sudamerica per le rispettive nazionali di argentini, uruguayani e brasiliani dell'Inter. Adriano si presentò a Milano con molte ore di ritardo rispetto agli altri sudamericani.
Alla vigilia di Inter-Livorno, l'argentino aveva dichiarato, riferendosi ad Adriano: "Sono arrabbiato, molto. Qui c'è chi non rispetta le regole e finchè non verranno rispettate non si faranno mai le cose sul serio. E non si costruirà mai all'Inter qualcosa di importante".
Adriano ha deciso poi di scusarsi con l'Inter per il ritardo con cui è rientrato dal Brasile, chiedendo di essere multato ma restarono alte e vivaci le proteste dello spogliatoio nerazzurro per il comportamento del campione brasiliano.
"Devo fare delle scuse alla squadra, ho chiesto di automultarmi. Mi è sembrata una cosa giusta, perchè ho sbagliato. Io voglio stare bene col gruppo, parlare con la squadra e sistemare tutto. Quello che ha detto Veron è vero, ho avuto un po? di mancanza di rispetto per il gruppo. Se siamo una squadra però bisogna decidere le cose come una squadra. Veron magari ha detto quelle cose perchè era dispiaciuto per il fatto che io fossi arrivato in ritardo".
Moratti era rimasto seccato dall'uscita dell'argentino: "Delle dichiarazioni di Veron è stato fatto un caso più grave di quello che è. Certo non mi ha fatto piacere. L'importante è che i giocatori si chiariscano tra loro in termini civili".
E il "chiarimento" tra i due è arrivato, assieme alle scuse di Adriano, ma non nei toni auspicati: "Io chiedo scusa nei confronti di tutti ma il capitano non è Veron, non devo parlare con lui ma con Javier Zanetti e poi c'è Cordoba. Io le mie spiegazioni le devo alla squadra, se vuole viene anche lui. Ho chiesto il permesso a Moratti, forse dovevo chiederlo prima a Mancini, a Branca e a Facchetti. Per questo anche il mister c'è rimasto male".
Veron, pur punzecchiato da Moratti, ha detto di confermare ciò che pensa: "Adriano? Non deve rispondere a me - disse l'argentino - ma alla squadra e al club ma io non mi rimangio nulla. Concordo che non bisognava parlarne fuori dallo spogliatoio ma era quello che pensavo. In quel commento c'era tutta la squadra, credo sia normale".
"Pure Recoba era in ritardo come Adriano ma domenica era in campo. Spero che questo caso serva ad Adriano, alla società e a tutti per far capire che qui non contano i campioni ma il gruppo. Ad ogni modo è finita qui, non serve continuare con questa storia". Evidentemente non era finita qui.
Comunque, con buona pace di Adriano, Veron resterà all'Inter anche il prossimo anno, ammesso che Moratti, Mancini o chi per loro accettino che due elementi chiave dello spogliatoio, quando le cose vanno bene, non si salutino nemmeno.