Citation (Gourck @ Apr 26 2006, 23:06)
t'es psy toi nan ?
tu devrais tenir un journal satirique en tout cas, ça t'irais comme un gant

Tu rigole mais il y a un connard de psy qui a dit qu'être tifoso interiste c'était un problème. C'était y a pas longtemps et je crois que c'étais dans Avvenire (le journal catho), mais je ne retouuve plus de lien.
Toujours dans Avvenire : le maillot de l'Inter comme protection contre la mouche tsé-tsé
http://www.tgcom.mediaset.it/sport/articol...olo299485.shtmlA nous le marché africain B)
Et puis pour me la peter un peu je dirais que pour palier l'absence de w-zanetti, j'ai du avoir un dédoublement de personnalité sur ce forum, vers + d'autoderision. Et puis je vais sur les sites qu'il conseillait, ça aide...
D'ailleurs on dit beaucoup que les interistes ont de l'autoderision et savent être ironiques, s'en devient même un poncif. Mais ca ce sent quand on lit interisti.org ou même beaucoup de journalistes interistes.
Pour preuve la maxime du mois de Franco Rossi :
"PROVERBIO INTERISTA: MEGLIO MAI CHE TARDI"

Hier je suis tombé sur un blog qui ne parlait pas spécialement de calcio, mais y avait un article sympa sur "être interiste", avec même un bon extrait de Beppe Severgnini, qui a écrit 2 livres sur l'Inter :
Citation (http://chis.splinder.com/archive/2003-11)
venerdì, novembre 28, 2003
Questa è una famiglia di interisti. Io, il Gong, la grande...( il piccolo è un po' dubbioso e volge qualche simpatia verso il Milan, ma sappiamo che ha l'indole del terrorista).
Io credo che gli interisti si ritrovino tra loro a naso... un po' come i gay che si sanno riconoscere l'un l'altro al primo sguardo. Interisti si nasce. Sono interista dai tempi della grande Inter, dai giorni di Picchi, Mazzola, sapevo appena parlare e già dicevo "Forza Inter!", scontrandomi con il disappunto di chi in famiglia mi avrebbe desiderato con la tutina blucerchiata o rossoblu. Chissà perchè l'Inter, io che con Milano avevo poco a che fare.
Tutti i fidanzati che ho avuto erano interisti, ma non li avevo scelti per questo motivo, è proprio che qualcosa ci fa riconoscere tra milioni di persone. Essere interisti non è un fatto calcistico e basta, è una fede, ti arriva addosso che nemmeno te ne accorgi e ti mette alla prova attraverso mille vicissitudini, ma non crolla.
Non sono mai stata una tifosa, ne' il calcio mi ha mai avvolto nelle sue spire, ma l'Inter era per me una questione che andava aldilà di ogni ragionevole spiegazione. Così come va aldilà di ogni ragionevole spiegazione il fatto che gli interisti continuino ad essere interisti, ma soprattutto non smettano di sperare, di illudersi, di vedere uno scudetto del quale non conosciamo neppure più la sagoma. Ma chi se frega ! Non si è interisti per vincere, lo si è perchè lì ci porta il cuore. E una punta di masochismo.
Non ho mai conosciuto un interista antipatico. L'Interista sa essere ironico ( sarà una questione di sopravvivenza psicologica...): uno dei massimi esempi di questa specie è Beppe Severgnini, scrittore e giornalista, dal cuore notoriamente nerazzurro. Riporto un suo articolo dopo la terribile sconfitta con l'Arsenal:
"Nessuna squadra sa fare altrettanto male ai propri tifosi. Non è crudeltà: è interismo allo stato puro, una categoria filosofica ancora poco studiata. Pensateci: una normale sconfitta trasformata in una leggendaria disfatta in quattro minuti, per di più in una lugubre serata di novembre, per di più col solito Vieri immusonito, per di più con la Juventus alle porte, per di più dopo aver fatto dieci punti in quattro partite di campionato. Ma questa è l'Inter, l'unica squadra che, come Matrix, ha creato un universo parallelo dove la gente fa harakiri, si rialza, sorride, poi si infilza di nuovo e stramazza al suolo.
Voi penserete, a questo punto, che io commenti la partita: non posso. Per la prima volta, martedì sera, sono uscito a cena durante un incontro di coppa dell'Inter. Motivo: premonizione.Sì, perchè gli interisti ormai hanno un radar che l'aereo invisibile Stealth se li sogna. Quando abbiamo visto Ronaldo ai mondiali col perizoma di capelli in testa, l'anno scorso, abbiamo capito: guai in vista. Quando abbiamo sentito, in settimana, quell'arietta euforica dopo il cappotto alla Reggina - che, con tutta la simpatia, non è il Real Madrid - abbiamo pensato: ahi. Ma temevamo una puntura, non una randellata così.
Qual'è il problema? Se lo sapessi, mi candiderei come psicoanalista ufficiale della società ( a proposito, ce n'è uno? Se non c'è, trovatelo !). Non penso - come giurano i soliti gentiluomini, specialisti nello scalciare l'uomo a terra - che dipenda dal presidente Moratti. Non ho mai creduto - datemene atto - che dipendesse solo dall'allenatore. Probabilmente manca un uomo in campo che impedisca agli altri di perdere la testa in certe situazioni (un Ferrara, un Maldini, un Totti). Gli unici candidati sono Javier Zanetti, ma è troppo buono. E Bobo Vieri, ma è troppo occupato a tenere il broncio.
Va be', è fatta. Alberto Zaccheroni, che è bravo e serio, dice: bisogna andare avanti ! Io rispondo: bella scoperta, cosa vogliamo fare, andare indietro? Inventarci una sorta di rewind in cui riviviamo la partita di martedì, e poi quella del derby col Milan, e poi una serata a Barcellona, e poi quella partita al Delle Alpi, e magari una certa partita con la Lazio ? Basta: ormai la nostra faccia somiglia all' Urlo di Munch. Andate a vederlo quel quadro e capirete.
I non-interisti tra i lettori diranno: ma cambiate squadra ! Impossibile, ci piace questa. Ci regala emozioni uniche, che vanno dall'angoscia all'estasi, passando per la preoccupazione e la serenità. A proposito di serenità: se riuscisse a durare un'intera settimana, non sarebbe male."
Ecco, Severgnini è un vero interista ( ma ne esistono di finti ??? E chi mai potrebbe ???). Amiamo l'Inter perchè ci da "la capacità di toccare altezze drammatiche di purezza assoluta. Come Levissima: ma la bottiglia è manovrata da Tafazzi."
Putain, les chansons de Cabrel et Clerc je les avait déjà prises en notes après le match où l'on a perdu le scudetto, à Parlerme (à la... deuxième journée

)